Disoccupazione: é una valanga che aumenta nell’indifferenza dei governanti

Tasso di disoccupazione

Grafico nostra elaborazione su dati Istat ( dato 2013 II Trim)

L’istat certifica la crescita della disoccupazione giovanile al 39,5% dato mensile a Luglio 2013(il dato trimestrale al II Trim 2013 si attesta al 37,3% ). Il numero dei disoccupati, pari a 3.075.000, è in ulteriore aumento su base tendenziale del 13,7%, pari a +370.000 unità.
È molto probabile visto il trend,che alla fine del 2013 la disoccupazione totale raddoppi sul 2007.
Del resto ,non ci sono segnali incoraggianti in merito. Durante il periodo feriale alcune fabbriche hanno mandato le lettere di licenziamento ai loro dipendenti, o hanno dislocato direttamente all’estero.

I giovani sono quelli che stanno pagando più di tutti la crisi economica e sociale.

Tabella trend disoccupazione

Tabella nostra elaborazione su dati ISTAT

Dal 2007 anno di inizio della crisi globale, il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato di 15,79 punti, con un incremento percentuale del 73,45%. Il 2° Trim. 2013 il tasso di disoccupazione si attesta sopra di 10,6 punti fatta la media dal 2004 al 2° trim 2013.

I governi: Monti e Letta si sono rilevati  inadeguati per la soluzione dei problemi reali, l’uscita dal tunnel è ancora lontana.

Austerità e rigore di bilancio sono “armi convenzionali di distruzione di massa”  per l’economia in depressione conclamata.

UE-17

Saldo delle partite correnti UE.
UE saldo dell partite correnti in rapporto al PIL

Quando una nazione realizza un deficit di partite correnti nel proprio bilancio significa che sta importando più beni e servizi di quanti ne sta esportando. Quindi si sta indebitando con altri Paesi. L’indebitamento del paese in deficit sostiene il PIL dei paesi in surplus, di conseguenza sostiene anche la loro manodopera  e i loro salari. In sintesi: sono i paesi in surplus commerciale a beneficiare di tutti i fattori di crescita economica e questo grazie all’indebitamento dei paesi in deficit commerciale che  di fatto sostengono l’economia.

germany-employed-persons IT Hartz

Ormai da tempo esiste una illusione ottica “le famose” riforme da fare.
Ma cosa sono le riforme? secondo il vice commissario della commissione Europea O.Rehn consistono in  una ridurre i salari del 10% in Europa (O.Rehn se dopo il calcio passava a fare l’allenatore era meglio per l’Europa).

Austerità nell’interesse di chi?

Target 2 il sistema di compensazione debiti/crediti interbancario della BCE.

L’austerità è funzionale al creditore.

L’austerità richiesta ai paesi debitori ha la funzione di garantire il pagamento dei crediti. Inoltre, i paesi creditori non concedono politiche fiscali espansive al solo fine di indebolire il sistema produttivo dei concorrenti (e la chiamano Europa Unità).

Il debito di una nazione non è solo quello pubblico.

composizione-debito-complessivo-paesi

Per ridurre il debito privato al fine di riequilibrare la bilancia commerciale non c’è più bisogno di imporre dazi doganali o il contingentamento delle importazioni, basta ridurre  i salari al grido di ce lo chiede l’Europa.Poi il mito della competitività fa il resto sopratutto in una economia aperta con differenziali di salario di questo tipo all’interno della UE.

Nei periodi di crisi economica globale per tutti i settori dell’economia, la crescita deve essere supportata da politiche anti-cicliche di sostegno al sistema economico.

È la domanda di beni e servizi che sostiene l’economia reale, ora chi consuma deve avere redditi adeguati,chi non ha redditi adeguati è costretto al sottoconsumo forzato, e al consumo di beni di prima necessità spesso di produzione locale.

Sostegno al ciclo economico con politiche anti-cicliche “aggressive”.

La Germania fin dall’inizio della crisi ha sostenuto il suo sistema produttivo aumentando il debito pubblico in termini assoluti, se il PIL aumenta e cresce il rapporto Debito/PIL vuol dire che si immette una somma di denaro maggiore nel sistema.

PIL crescita 2005=100

Ma non fatevi trarre in inganno! La Germania ha immesso moneta per sostenere i fattori produttivi del suo ciclo economico (sistema imprenditoriale e banche) e tenuta sociale (sussidi di disoccupazione),di fatto: ha mantenuto bloccati i salari con la riforma Hartz al fine di non squilibrare la sua bilancia commerciale (tipica politica mercantilistica, se tutti voglio vendere alle altre nazioni esportando chi compara?). 

Produttività IT GE

La terziarizzazione dell’Italia e la svendita del nostro sistema industriale.

L’impressione forte è che ci sia un percorso prestabilito in Europa per la terziarizzazione dell’Italia e una svendita del nostro sistema industriale.

Italia terra di conquista: 108 acquisizioni nel 2011, per un totale di 18 miliardi.

Terziarizzazione

Il dato ISTAT è confermato dal fatto che le uniche aziende che creano lavoro sono le PMI.

Approfondimenti.

Target 2

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Alta tensione sulla chiusura dell’Italcementi di Scafa

Il 64% dei nuovi posti di lavoro è stato creato dalle piccole imprese 

Le nostre piccole imprese pagano l’energia elettrica il 68% in più della media UE

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