Gioco in rete: i dati mostrano un trend in continua espansione, soprattutto nel mobile

Il mercato del gambling online è destinato a crescere in maniera esponenziale nei prossimi anni. Nel 2016 ha generato profitti lordi per 346 miliardi di euro, dei quali circa il 10% è stato sul gioco in rete. Attualmente, quest’ultimo settore, vanta 10.000 operatori, circa 400 principali fornitori di tecnologia ed un miliardo di giocatori. Anche in Italia, la rete sta prendendo piede. Nell’ultimo anno è stato speso un miliardo nei giochi online su un totale di 19 miliardi complessivi del settore.

I motivi del successo del gambling online sono principalmente due. Da una parte, il boom della tecnologia ha permesso di ridurre le distanze spazio-temporali, permettendo ai giocatori di poter dare sfogo alle proprie passioni, ovunque si trovino. Questo significa che il gambling si è fatto sempre più itinerante, aumentando, dunque sia la quantità media di tempo che ogni singolo giocatore passa a giocare, sia il loro numero. Il secondo motivo della crescita della rete sta nella lungimiranza delle case da gioco legate ai casinò AAMS che hanno capito un aspetto fondamentale: “giocare”, infatti, non significa solo spendere soldi e puntare, ma divertirsi. Per questo, l’intrattenimento è parte stessa dell’azzardo. Le opzioni multiplayer, la realtà virtuale, i bonus e lo sviluppo della realtà aumentata, vanno proprio in questa direzione. Rendere il gioco, un divertimento e non una “perdita di tempo e denaro” è la strada per allargare sempre più il target e abbassarne anche l’età media.

L’esempio dell’Italia, da questo punto di vista, può aiutare. La crescita, nel 2016, è stata di quasi 200 milioni di euro (+24%) rispetto al 2015. La fetta più importante, pari a 439 milioni di euro (il 43% del totale) è arrivata dai casino games, seguiti dalle scommesse sportive che con una spesa di 350 milioni hanno contribuito con il 34,4% del totale. Quello che era all’inizio, solo un fenomeno di nicchia, è in prepotente espansione. Nel 2016 si è registrata una media di 3,4 milioni di nickname online al mese.

Una analisi di mercato condotta da Newzoo ha evidenziato come il gambling online stia subendo un’espansione a livello mondiale. I dati del 2016 mostrano una guadagno di 109 miliardi di dollari. Questa cifra è destinata a crescere di 7 miliardi entro la fine del 2017 e, proseguendo su questo trend, di 27 nel 2020.

Dei vari segmenti di gioco, quello che, al momento, funge da traino, è senza dubbio il mobile gaming che, in questo momento, rappresenta il 42% del mercato mondiale. Il segmento conta sul più grande numero di giocatori, 2100 milioni di persone, molti de quali, da smartphone. Proprio quest’ultimo è il sistema destinato ad avere una più rapida espansone. Nel 2016 il 29% degli utenti lo ha usato per connettersi alla rete e giocare. Questa percentuale è destinata a salire al 32% entro la fine del 2017, fino ad arrivare al 40% nel 2020. Al contrario, i giochi da Pc senza download hanno subìto un calo, del 9.3%, pari a 4.5 miliardi di dollari. Si stima che, proprio lo sviluppo del mobile, renderà sempre più esigua la fetta di utenti che useranno il desktop

Quello che colpisce di tale studio è il ruolo dell’Italia nel mercato generale dell’azzardo. Il nostro Paese si trova al decimo posto nella classifica del “gambling online” con una spesa di 1.875 miliardi di dollari. Stando ai dati, gli internauti sono 43 milioni su una popolazione di 60. Al primo posto di questa speciale classifica c’è la Cina con 27.547 miliardi, ma la cosa non stupisce perché lì la popolazione è di 1.388 milioni e quelli che usano internet per giocare sono 802 milioni, ovvero più della somma delle altre nove nazioni presenti nella top ten (che, insieme fanno 734 milioni di giocatori su una popolazione di 858 milioni). Per quel che riguarda, però, la percentuale di giocatori, rispetto alla popolazione, il nostro Paese si posiziona al nono posto con il 71%, mentre, all’ultimo, troviamo proprio la Cina con il 57%. In questa speciale classifica, il primo posto è del Giappone con il 95% dei giocatori, mentre, al secondo, c’è il Regno Unito con il 94% e al terzo la Sud Corea con il 92%.

Questo significa che il mercato asiatico da questo punto di vista, è sempre più in espansione ed è destinato ad aumentare la sua fetta di mercato nel tempo perché il gambling, ormai, è diventato un fenomeno nazional-popolare che sembra non conoscere fine.