Furlan: “Il Tfr di Renzi ci renderà più poveri” (LUISA GRION).

La neo leader Cisl: un errore metterlo in busta paga, no all’aumento di tasse sui fondi pensione.

ROMA – Molte aperture e tre chiusure, tre provvedimenti presi dal governo Renzi che la Cisl vuol cambiare. Il bonus da 80 euro che va esteso anche ai pensionati, la busta paga degli statali, che dopo sei anni di blocco, va ricontrattata e soprattutto va rivista la manovra sul Tfr perché «così com’è rischia di mettere la pietra tombale sulla previdenza integrativa consegnando il futuro alla povertà». Su tutto il resto Anna Maria Furlan, da dieci giorni segretaria generale del sindacato, pensa che con il governo si possa ragionare, anzi «dialogare».


Lei parla di dialogo: fino ad oggi Renzi non è sembrato molto interessato a sentire il parere di Cgil, Cisl e Uil.

«Ci ha messo sette mesi a convocarci, é vero. Ma alla fine lo ha fatto. E il 27 ottobre c’incontrerà di nuovo per ascoltare le nostre critiche e i nostri progetti. La situazione è talmente grave che nessuno può farcela da solo, nemmeno Renzi».
Vi convince la politica del suo governo,
in particolare quella sul lavoro?
«Ha fatto buone cose, come la riconferma del bonus di 80 euro a sostegno dei redditi delle famiglie, la decontribuzione riconosciuta a chi assume a tempo indeterminato con un contratto a tutele crescenti e il taglio della componente lavoro sull’Irap ».
E l’a rticolo 18?
«Il governo è partito riconoscendo solo il motivo discriminatorio, poi ha aggiunto il disciplinare: vediamo come saranno scritti i decreti attuativi. Penso che adesso sia più importante concentrarsi sul lavoro precario, se il contratto a tutele crescente ne annullerà le forme o le ridurrà drasticamenteavremo raggiunto un buon risultato, ma anche qui aspettiamo di leggere i testi».
Ciò basterà a ribaltare i dati sull’occupazione?
«No, perché non è con le norme che si crea lavoro, ma con l’innovazione e gli investimenti. Non ci vengano a dire che le risorse non ci sono. Si trovano, a cominciare dal recupero dei 130 miliardi di evasione. E poi c’è ancora tanto da tagliare».
Cosa per esempio?
«Abbiamo 10 mila società partecipate pubbliche di cui solo 2 mila fanno servizi, le altre distribuiscono poltrone. Abbiamo 37 stazioni appaltanti contro le 100 della Francia, il che spiega anche i 70 miliardi di corruzione ».
Qu ali fra le misure adottate sono sbagliate?
«Quelle che non allargano ai pensionati il bonus di 80 euro, visto che la metà degli assegni sta sotto i mille euro, quella che blocca ancora il salario degli statali. E poi va riscritta la misura sul Tfr: tassarlo con aliquota ordinaria è un errore enorme, doveva essere a tassazione zero. Altrettanto sbagliato tassare i Fondi pensione non più con 11,5 ma con il 20 per cento: così si mette una pietra tombale sulla previdenza integrativa e, vista l’entità degli assegni Inps, si lega il futuro dei lavoratori alla povertà».
I sindacati raccolgono fischi e restano divisi visto che sabato la Cgil va
in piazza da sola. A quando il rinnovo?
«Con Cgil su tante cose abbiamo visioni comuni, su altre scegliamo percorsi diversi. Loro hanno deciso di manifestare in un’unica piazza, noi ieri siamo stati presenti in cento, per palare e soprattutto ascoltare i lavoratori. Quanto al rinnovo lo considero una mia missione. Per cambiare il Paese dobbiamo cambiare anche noi. E io voglio farlo: ho una nipotina di un anno, credo nel futuro».
Da La Repubblica del 19/10/2014.