Cipro e Grecia,mettono in evidenza che per la crisi Europea occorre un nuovo Keynes

Il Caso di Cipro conferma la tendenza mercantilistica dell’Eurogermanico. Ma finirà come l’impero Spagnolo del XVI secolo. La rottura dell’Euro sancirà la fine del tentativo Imperialista della Germania. La Germania combatte una guerra senza esclusione di colpi creando miseria ovunque.

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Fosche previsioni dal rapporto dell’organizzazione per il lavoro sulle Tendenze globali dell’occupazione: stimato a 67 milioni il deficit mondiale di impieghi scavato dalla recessione. E il trend continua a crescere.


L’OCSE ha pubblicato le statistiche sul tasso d’impiego dei principali paesi aderenti.

I dati sono particolarmente interessanti. Il tasso di impiego misura la quantità di persone dai 15 ai 64 anni in attività. Diversi economisti lo ritengono più significativo del tasso di disoccupazione che, generalmente,viene calcolato con il sistema OIL ( Organizzazione Internazionale del Lavoro ) che tiene in conto il numero di persone “attivamente” alla ricerca di lavoro. In periodi di crisi molti disoccupati rinunciano a cercare lavoro per rassegnazione di fronte alle difficoltà incontrate entrando così a far parte degli “inattivi”. Le cifre dell’OCSE misurano la variazione del tasso d’impiego tra il secondo trimestre 2008 e il quarto trimestre 2011. Si è avuta una diminuzione generale, in alcuni casi molto forte: -4,5 punti in USA, -1,6 nella UE, -1,8 per la zona Euro,-0,4 per il Giappone. In Europa: -2,4 GB, -2 Italia, -0,9 Francia e+ 3,4 Germania.

Cifre che indicano la devastazione occupazionale determinata dalla crisi.
Gli 1,8 punti della zona Euro vogliono dire sparizione di oltre quattro milioni di posti di lavoro, i 4,5 punti in USA a circa otto milioni.Più la finanza occupa un ruolo importante nell’economia del paese più il tasso d’impiego è calato. In Giappone ove la finanza ha un peso relativamente modesto ,la crisi ha pesato meno sull’occupazione. E la Germania ? Come è possibile che il tasso d’impiego sia aumentato di 3,4 punti ? I valori economici non permettono di spiegare il “miracolo”. Il PIL tedesco è cresciuto nei tre anni dello 0,7%, quello francese dello 0,5. Lo scarto è troppo basso per spiegare le differenze nel tasso d’impiego: perdita di 350.000 posti in Francia, crescita di 1,9 milioni in Germania. La demografia può aiutare ad avanzare un poco nella comprensione. Il numero di persone tra i 15 e 64 anni è aumentato in Francia dell’1% (400.000 ) mentre è diminuito in Germania dello 0,8% (-450.000). Quando il numero di persone nella fascia d’età aumenta senza che il numero di impieghi segua lo stesso ritmo il tasso d’impiego diminuisce, e aumenta nel caso inverso. Se la Germania non avesse creato neppure un posto di lavoro il suo tasso d’impiego sarebbe comunque cresciuto dello 0,5 per effetto della riduzione di persone nella fascia d’età. Si calcola pertanto che lo scarto tra i due paesi sia spiegabile per ¼ alla demografia ma gli altri ¾ ? La sola spiegazione è data dalle diverse politiche sul mercato del lavoro. In Germania è stato massicciamente utilizzato il Kurz Arbeit, il lavoro a tempo ridotto con salario ridotto ed indenizzazione parziale del periodo in non attività. Nei momenti più acuti della crisi 1,5 milioni di lavoratori tedeschi hanno lavorato a tempo ridotto del 31% in media, con una perdita di reddito di circa 11%. In Francia e negli altri paesi l’utilizzo del tempo ridotto è stato notevolmente minore .Grazie ai lavoratori restati in fabbrica a salario e tempo ridotto la Germania e il Belgio hanno potuto prendere il treno della ripresa più in fretta che altrove.
Ma anche in Germania non è tutto oro quello che luccica. La politica di creazione di “mini jobs” seguita alle riforme del mercato del lavoro del cancelliere Schroeder creato un mercato del lavoro fortemente duale. I mini jobs sono lavori a tempo parziale con retribuzione al di sotto di 400 Euro mensili esentati da qualsiasi onere sociale. La riforma ha ridotto drasticamente il periodo di sostegno dell’indennità di disoccupazione ( da 32 a 24 mesi ) e il sussidio sociale minimo (da 448 Euro a 340 ). Conseguenza : un’esplosione di tempo parziale, anzi parzialissimo e un aumento della povertà: facciamo parlare l’Arcivescovo di Monaco, “ vedo crescere intorno a me il numero di persone in difficoltà. Poveri che lavorano”. 
Il miracolo tedesco, quindi è dovuto ai minijobs ma il prezzo pagato è salato è stata la pauperizzazione di una parte consistente della classe lavoratrice e le diseguaglianze aumentano.

Fonte tabella tasso di occupazione  Eurostat

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