B è colpevole, ma il vero sdegno è per chi ci governa assieme

di Sergio Bellavita

Berlusconi NapolitanoNon abbiamo mai avuto dubbi sulla colpevolezza di Silvio Berlusconi. Non parliamo delle numerose inchieste e procedimenti che lo vedono imputato per misfatti di ogni genere, dalla corruzione all’induzione alla prostituzione. Non amiamo il tintinnio delle manette o i cori da stadio pro magistratura, peraltro assai vicini alla cultura forcaiola della destra.

Che la giustizia faccia il suo corso, sebbene la storia ci insegna che i potenti se la cavano sempre in un modo o nell’altro e quando non se la cavano non è certo per la magistratura ordinaria. Parliamo dei suoi reati sociali, della sua colpevolezza politica. L’attacco ai diritti del lavoro, allo stato sociale, lo sdoganamento dei fascisti, Berlusconi è stato uno dei protagonisti della restaurazione capitalistica nel nostro paese. Tuttavia senza il suicidio della sinistra politica e sociale il cavaliere nulla avrebbe potuto. Lo testimonia in maniera esemplare il cosiddetto governo delle larghe intese, l’inciucio che ha liquidato la presunte differenze tra centrodestra e centrosinistra, contribuendo a far perdere senso e valore alle elezioni politiche. Il governo che vede Berlusconi assieme a Epifani, ex segretario generale Cgil che per 5 anni lo fronteggiò, senza particolari mobilitazioni, quando era presidente del consiglio.

Lo testimoniano vent’anni di finta opposizione alle sue politiche, di finta indignazione per i suoi processi. Un paese sventrato dalla crisi più grave dal dopoguerra ad oggi costretto a subire quotidianamente il resoconto dettagliato di intercettazioni, inchieste e pettegolezzi sulla vita pubblica e privata del cavaliere. Tutto, pur di condannare Berlusconi sul terreno giudiziario e assolverlo su quello sociale.

E’ semplicemente scandaloso l’atteggiamento del Tg3 sulla condanna del cavaliere. Toni misurati, spazio alla destra “perbene”, tutto pur di salvaguardare il governo dell’inciucio. Centrodestra e centrosinistra uniti su tutto e per una volta, anche se in forma diversa, su Silvio. Usato sino ad oggi come vero capro espiatorio di quello che in Italia non va e regalato alla rabbia dei militanti di quella stessa sinistra con cui il centrodestra banchetta. Per tutte queste ragioni siamo indignati con il Pd, con tutto quel mondo, non solo partitico, che ruota intorno al centrosinistra e che oggi è preoccupato delle possibili ripercussioni sul governo. Quel mondo che “prende atto” della condanna di Berlusconi mentre governa e spartisce ogni giorno con lui, con i suoi accoliti e discepoli.

Un’ipocrisia di regime, mentre il paese precipita ogni giorno di più.

Sergio Bellavita